Samhain: la notte del 31 ottobre tra fuochi, antenati e incensi
Nella notte tra il 31 ottobre e il 1° novembre, in Irlanda e in Scozia, si celebrava Samhain (si pronuncia più o meno "sàuin"), la festa che chiudeva il tempo del raccolto e apriva la metà scura dell'anno. Oggi la conosciamo soprattutto attraverso Halloween, ma dietro le zucche intagliate c'è una storia di fuochi sulle colline, di case aperte ai defunti e di fumo. Qui raccontiamo cosa sappiamo davvero di Samhain e quali incensi si prestano a una sera di fine ottobre.
Che cos'è Samhain
Samhain è una delle quattro grandi feste stagionali del calendario gaelico, insieme a Imbolc (1° febbraio), Bealtaine (1° maggio) e Lughnasa (1° agosto), e cade a metà strada tra l'equinozio d'autunno e il solstizio d'inverno. In irlandese e in gaelico scozzese Samhain è ancora oggi il nome del mese di novembre.
La festa è il 1° novembre, ma comincia la sera prima: per i Celti il giorno iniziava al tramonto, quindi la vera notte di Samhain è quella del 31 ottobre, in irlandese Oíche Shamhna. Era il momento in cui le mandrie tornavano dai pascoli estivi, si contavano le scorte e si sceglievano gli animali da macellare per l'inverno.
Cosa sappiamo davvero
Le fonti scritte su Samhain sono più tarde di quanto si pensi. La festa compare nella letteratura irlandese più antica, dal IX secolo in poi, ma quei racconti furono messi per iscritto da monaci cristiani, secoli dopo la fine del paganesimo. Molte vicende della mitologia irlandese si svolgono a Samhain, quando si diceva che i tumuli funerari, considerati porte verso l'Altromondo, restassero aperti.
Un indizio più antico arriva dalla Gallia: il calendario di Coligny, una tavola di bronzo del II secolo d.C. ritrovata in Francia, ha un mese chiamato SAMON e annota le "tre notti di Samon". Il legame con Samhain è probabile ma ancora discusso, perché alcuni studiosi collocano quel mese in estate.
Anche l'idea di Samhain come "Capodanno celtico" è nata alla fine dell'Ottocento, con gli studiosi John Rhys e James Frazer, ed è contestata: lo storico Ronald Hutton fa notare che le fonti medievali non la confermano. Quello che conosciamo meglio sono le usanze popolari registrate tra il Settecento e l'Ottocento.
I fuochi di Tlachtga
Il luogo più legato a Samhain è la collina di Tlachtga, oggi Hill of Ward, nella contea di Meath, a una ventina di chilometri dalla collina di Tara. Secondo lo storico Geoffrey Keating, che scriveva nella prima metà del Seicento, i druidi vi accendevano un grande fuoco sacro, e tutti gli altri fuochi del paese venivano spenti e poi riaccesi da quello. Keating non dice da dove avesse preso la notizia, ma l'immagine è rimasta: ancora oggi, a fine ottobre, si sale sulla collina in processione con le torce.
Fuoco, fumo e cenere nelle usanze popolari
Nelle Highlands scozzesi, sull'Isola di Man, in Galles e in parte dell'Ulster, a Samhain si accendevano falò sulle alture. Secondo i racconti del Settecento e dell'Ottocento, al fuoco, al suo fumo e alla sua cenere si attribuiva un potere protettivo e purificatore. In alcuni villaggi si accendevano due falò affiancati e si passava in mezzo, a volte insieme al bestiame. In parte della Scozia si portavano torce di pino silvestre o di torba intorno alle case e ai campi, girando nel senso del sole, e in molte case il focolare veniva spento e riacceso con le braci del fuoco comune.
Era anche la notte dei defunti di famiglia: si credeva che tornassero a casa, e si lasciava per loro un posto a tavola e accanto al fuoco. Per le strade giravano i guisers, ragazzi travestiti che recitavano versi in cambio di cibo, con lanterne ricavate da rape svuotate e intagliate con volti grotteschi. In casa si facevano giochi di divinazione con mele e nocciole. Da qui vengono molte usanze di Halloween.
Da Samhain a Ognissanti e Halloween
Nel IX secolo la Chiesa d'Occidente fissò al 1° novembre la festa di Ognissanti (l'impero franco la adottò ufficialmente nell'835), e nell'XI secolo il 2 novembre divenne il giorno dei Defunti. Quanto Samhain e queste feste cristiane si siano influenzate a vicenda è ancora discusso. Halloween, la vigilia di Ognissanti, arrivò in America con gli emigranti irlandesi e scozzesi nell'Ottocento e da lì è tornata in Europa nel secolo scorso. Dalla fine del Novecento, infine, Samhain è di nuovo celebrata da neopagani e wiccani, ognuno a modo suo.
E gli incensi?
Va detto con onestà: le fonti su Samhain parlano di falò, torce e fumo di legna, non di resine. Olibano e mirra arrivavano dall'Arabia e dall'Africa ed erano usati soprattutto nelle chiese. Il fumo profumato, però, è un filo che lega questi giorni in molte tradizioni:
- In Scozia esiste il saining, l'usanza di benedire la casa e il bestiame con il fumo di ginepro, documentata soprattutto per il Capodanno (Hogmanay). Chi oggi celebra Samhain seguendo le fonti gaeliche la ripete spesso in questi giorni.
- Nella tradizione cattolica l'incenso accompagna le messe solenni e i riti funebri.
- In Messico, per il Día de Muertos del 1° e 2 novembre, sugli altari dedicati ai defunti si brucia il copale, una resina usata già in epoca preispanica.
Accendere un incenso la sera del 31 ottobre è quindi un gesto moderno, ma con molte radici: un modo per profumare la casa, ricordare chi non c'è più o semplicemente salutare l'arrivo delle sere lunghe.
Quattro idee di incenso per la notte di Samhain
Il profumo del falò: le conifere
Per richiamare le torce di pino e il fumo dei falò, la scelta più vicina è una resina di conifera. La resina di abete rosso ha un profumo legnoso e balsamico di bosco; la pece greca, ottenuta dalla resina di pino, è più secca e resinosa. Sono profumi semplici e decisi. Per saperne di più leggi l'articolo sulla resina di abete rosso.
Il legame con il Día de Muertos: il copale
Il copale bianco messicano è la resina degli altari messicani dei defunti, dal profumo chiaro e resinoso; il copale nero è più scuro e legnoso. Le differenze tra i due sono spiegate nell'articolo sul copale bianco.
La tradizione delle chiese: olibano e mirra
Per chi vive la notte del 31 ottobre soprattutto come vigilia di Ognissanti, il profumo giusto è quello dell'incenso di chiesa: un olibano come l'Aden (Boswellia carterii), la mirra, oppure una miscela pronta tra gli incensi liturgici, come l'Incenso David con olibano, mirra e benzoino.
Una miscela d'autunno da preparare a casa
Se ti piace comporre i tuoi incensi, prova questa base e adattala al tuo gusto:
- 2 parti di resina di abete rosso, per il profumo di bosco
- 1 parte di copale nero, per la nota legnosa
- 1 parte di mirra, per un fondo caldo e un po' amaro
- un pizzico di benzoino di Sumatra, per addolcire
Pesta in un mortaio i pezzi più grossi, mescola e conserva la miscela in un barattolo chiuso; ne basta mezzo cucchiaino alla volta. Altre combinazioni nella guida alle resine dolci.
Come si brucia
- Accendi un carboncino per incenso e aspetta che si copra di cenere grigia.
- Posa sopra un pizzico di resina o di miscela: ne basta poca.
- Usa un bruciatore resistente al calore, su una superficie ignifuga, meglio con un letto di sabbia.
- Arieggia la stanza e non lasciare mai il carboncino acceso incustodito, tanto più in una notte di candele e lanterne.
Il fumo di resina può irritare le persone sensibili: in caso di asma o allergie evitalo.
Che tu festeggi Samhain, Ognissanti o semplicemente l'arrivo dell'inverno, trovi tutte le resine nella collezione incensi in grani.
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